Domande frequenti

Certamente. Ogni sacerdote della Fraternità S.Pio X celebra la Messa citando il nome del Sommo Pontefice e del vescovo del luogo.

Non vogliamo difendere assolutamente idee personali ma ciò che la Chiesa in materia di fede ha insegnato in venti secoli e che nessuno può cambiare.

 

Dal Concilio Vaticano II nuove dottrine, contrarie al Magistero della Chiesa, sono state propagate e hanno prodotto la gravissima crisi della Chiesa che stiamo vivendo oggi.

La libertà religiosa per esempio, professata dal decreto Dignitatis Humanae, che concede un diritto positivo all'errore quando invece può essere unicamente, in certi casi, tollerato. 

L’ecumenismo, che si fonda sul principio che tutte le religioni posso condurre alla salvezza.
La nuova ecclesiologia, che non identifica più la Chiesa con il Corpo mistico di Gesù Cristo, ma l’estende a tutta l’umanità, che si troverebbe così salvata senza saperlo.

La collegialità episcopale poi che pone due autorità supreme nella Chiesa: il Papa ed il collegio dei Vescovi, opponendosi così alla sua divina costituzione fondata su Pietro.

I pontefici che lo hanno convocato e concluso hanno voluto un concilio pastorale e non dottrinale, senza quindi voler definire nessuna verità di fede. Per questo la sua autorità non è vincolante quando contraddice il magistero infallibile che lo precede.

No. Mons. Lefebvre e la Fraternità San Pio X hanno sempre riconosciuto l'autorità del Papa, senza mai voler fondare una Chiesa parallela e quindi scismatica. L' autorità del Papa comunque non è arbitraria ma vincolata all'insegnamento della Verità Rivelata che neanche il Sommo Pontefice può cambiare. La stessa obbedienza all'autorità è subordinata alla fede che essa deve trasmettere intatta.

Mons. Lefebre ha fatto queste consacrazioni invocando lo stato di necessità, in uno stato di crisi della Chiesa senza precedenti. Il decreto che lo ha colpito, insieme ai Vescovi da lui consacrati, è sempre stato considerato invalido dalla Fraternità perché contrario al Diritto della Chiesa che prevede la possibilità di agire, in uno stato di crisi della Chiesa come quello attuale, considerando il principio supremo della legge ecclesiastica che è la salvezza delle anime.

Il Papa Benedetto XVI poi, con il decreto del 21 gennaio 2009, ha ritirato in maniera unilaterale questa pseudo-scomunica, riconoscendo che la Fraternità San Pio X non è né scismatica, né scomunicata.

Il ministero della Fraternità San Pio X è legittimo perché essa, dopo essere stata riconosciuta dalla Chiesa, non è mai stata validamente soppressa. Il suo insegnamento ed il suo agire poi, sono in tutto conformi alla Tradizione. Nessuno potrà mai condannare ciò che la Chiesa ha fatto per venti secoli. Quello che era vero ieri lo sarà domani e per sempre.

Infine dobbiamo ricordare che la prima condizione per appartenere alla Chiesa è la fede. In una situazione straordinaria di crisi, come quella che viviamo oggi, occorre prendere dei mezzi straordinari, per conservarla. Ecco perché i sacerdoti della Fraternità vengono in aiuto alle anime bisognose e disorientate, che non trovano la buona dottrina ed i buoni sacramenti dove dovrebbero, in tutta legittimità.

Anche se la lingua sacra ha la sua importanza, è più giusto dire che i sacerdoti della Fraternità celebrano la S. Messa di sempre ovvero quella che ci è stata tramandata, nelle sue parti più caratterizzanti, dagli albori della Chiesa. Questo rito esprime perfettamente la Fede Cattolica e la natura sacrificale della S. Messa, contrariamente alla nuova liturgia a sapore protestante coniata “ex novo” per ecumenismo.

Non sempre la comprensione testuale corrisponde ad una comprensione autentica del significato di un'azione. In ogni caso esistono molti messali bilingui ad uso dei fedeli. Non è assolutamente difficile, con questi strumenti, assistere con profitto spirituale alle celebrazioni. 

Le lingue correnti, proprio per il fatto di essere usate nella vita quotidiana, si prestano maggiormente alle divagazioni, allo stile colloquiale ed alla mutevolezza nell'espressione dei concetti teologici. L'uso di una lingua sacra inoltre rafforza il senso di universalità della Chiesa Cattolica e la consapevolezza che Dio sovrasta infinitamente, nello spazio e nel tempo, le realtà puramente umane. 

La musica sacra, poiché è rivolta al culto di Dio, non può assomigliare alle musiche profane puramente umane. La Chiesa ha da sempre indicato nell'organo a canne, per la solennità e la potenza del suo suono, lo strumento più adatto all'accompagnamento liturgico. Ciò non esclude, in determinate circostanze, l'utilizzo anche di altri strumenti come trombe, flauti o archi ma comunque sempre con modalità peculiari alla musica sacra.

Perché hanno il dovere di farsi riconoscere in ogni circostanza e non vogliono nascondersi. L'abito ecclesiastico rappresenta inoltre una difesa e una salvaguardia rispetto allo spirito del mondo.

Perché è semplice, completo ed estremamente preciso nelle sue definizioni. L'apprendimento mnemonico di brevi risposte ai principali quesiti sulla Fede accompagnerà spesso gli uomini per tutta la loro vita rendendoli refrattari ai discorsi ambigui e pericolosi.