Australia: il segreto di confessione è fuorilegge a livello federale

16 Dicembre 2019
Fonte: fsspx.news

Il 2 dicembre 2019, la Conferenza episcopale australiana (ACBC) ha denunciato l'accordo tra gli avvocati generali di ogni stato e il governo federale australiano, con l'obiettivo di standardizzare le leggi che impongono ai sacerdoti l'obbligo di denunciare qualsiasi presunto fatto di maltrattamenti nei confronti di minori appreso nel contesto del sacramento della penitenza

"Controproducente e ingiusto": in questi termini mons. Mark Coleridge, arcivescovo di Brisbane e presidente dell'ACBC, ha denunciato le nuove norme legali che violano il segreto sacramentale della confessione in Australia.

I procuratori generali e il governo federale hanno infatti concordato un dispositivo legale comune che obbliga i sacerdoti a rompere il sigillo sacramentale, sotto pena di incorrere in sanzioni penali in caso di mancata denuncia di abuso di minori.

Il nuovo sistema va anche oltre: prevede che in futuro i sacerdoti non potranno più nascondersi dietro l'argomento del segreto professionale per evitare di testimoniare contro terzi, durante procedimenti penali o civili.

Disposizioni contrarie alla legge della Chiesa, che stabilisce che il sigillo sacramentale è inviolabile e che è inoltre assolutamente vietato a un confessore rivelare in alcun modo i peccati di cui si è accusato un penitente.

Lo scorso ottobre, interrogato su una legge dello Stato di Victoria promulgata contro il segreto della confessione, l'arcivescovo di Melbourne, mons. Peter Comensoli, aveva già avvertito che avrebbe violato lui stesso le nuove norme in vigore .

Un mese prima, mons. Julian Porteous, vescovo di Hobart in Tasmania, aveva iniziato questo movimento episcopale di resistenza, in occasione dell'adozione, nel settembre 2019, di una legge simile, dichiarando che "non può esserci eccezione alla inviolabilità del sigillo di confessione".

"Se un prete lo infrangesse, i fedeli perderebbero ogni fiducia, poiché le loro confessioni potrebbero essere rese pubbliche o usate contro di loro", ha detto il prelato.