Decreto della Sacra Penitenzieria per il mese di novembre

30 Ottobre 2020
Fonte: fsspx.news

Il 22 ottobre il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore, ha emesso un decreto per adeguare la concessione delle indulgenze destinate ai fedeli defunti, alla situazione sanitaria e alle restrizioni poste in essere in vari Paesi per limitare i raduni.

 

Questo decreto riguarda anzitutto l'indulgenza plenaria concessa, dall'1 all'8 novembre, per una visita ad un cimitero accompagnata da una preghiera per il defunto. Questa indulgenza può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese, liberamente scelti dai fedeli, senza necessità che si susseguano. Resta inteso che questi giorni, anche se trasferiti, restano limitati a otto.

Per l'indulgenza plenaria concessa dalla Chiesa nel giorno della Commemorazione di tutti i fedeli defunti, il 2 novembre, che si ottiene visitando una chiesa o un oratorio recitando il Padre nostro e il Credo, il suo ottenimento può essere trasferito a qualsiasi giorno di novembre.

Per quanto riguarda le persone che non possono svolgere l'opera indulgenziata, gli anziani, i malati o le persone colpite da restrizioni di viaggio, possono ottenere l'indulgenza pregando davanti a un'immagine di Nostro Signore o della Beata Vergine, usando una preghiera a loro scelta, oppure offrendo le loro sofferenze e le loro croci a Dio.

Si ricorda che queste indulgenze si ottengono alle condizioni usuali: confessione sacramentale e santa comunione entro gli otto giorni e preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice.

A tal proposito è bene ricordare cosa significa questa espressione "intenzioni del Sommo Pontefice". Non riguarda le intenzioni soggettive del Pontefice regnante, ma sei intenzioni generali fissate dalla legge: 1. L'esaltazione della Santa Chiesa cattolica; 2. La propagazione della fede; 3. L'eradicazione dell'eresia; 4. La conversione dei peccatori; 5. La pace e la concordia tra principi cristiani; 6. Gli altri bisogni della cristianità.

Si noti che, per quanto riguarda le condizioni generali, se la confessione e la comunione sono impossibili entro otto giorni, si ottiene comunque l'indulgenza, a condizione che i fedeli siano disposti a confessarsi e prendere la Comunione appena possibile.