Festa del Santissimo Nome di Gesù

5 Gennaio 2020
Fonte: fsspx.news

La domenica dopo l'Epifania, che fa memoria della festa nuziale di Cana, è stata scelta per celebrare questa festa. È il giorno del matrimonio che il nome dello Sposo diventa proprio della Sposa: questo nome da ora in poi testimonia che lei è sua. La Chiesa, volendo onorare con un culto speciale un nome così prezioso, unì il suo ricordo a quello del matrimonio divino.

Oggi essa accosta all'anniversario stesso del giorno in cui è stato dato, otto giorni dopo la sua nascita, la celebrazione di questo augusto nome e lascia come memoria delle sacre nozze la domenica di cui questa commemorazione è sempre stata la gloria .

La vecchia alleanza circondava il nome di Dio di un terrore profondo: era tanto meraviglioso quanto santo e l'onore proferirlo non apparteneva a tutti i figli d'Israele. Dio non era ancora stato visto sulla terra, a conversare con gli uomini; non si era ancora fatto uomo per unirsi alla nostra debole natura: non potevamo quindi dargli quel nome di amore e tenerezza che la Sposa dà allo Sposo.

Ma quando è arrivata la pienezza dei tempi, quando stava per apparire il mistero dell'amore, il Nome di Gesù scese dal cielo inizialmente come un assaggio della presenza del Signore che doveva portarlo. L'Arcangelo disse a Maria: "Gli porrai nome Gesù"; ora Gesù significa Salvatore. Lasciamo raccontare a San Bernardo il potere e la dolcezza di questo benedetto Nome. Ecco come si esprime su questo argomento nel suo 15° Sermone sul Cantico dei Cantici:

"Il nome dello sposo è una luce, un nutrimento, un rimedio. Abbaglia quando lo si annuncia; nutre quando ci si pensa; e quando viene invocato nella tribolazione, fornisce addolcimento e unzione. Analizziamo quindi ognuna di queste qualità.

Da dove pensate che questa grande e improvvisa luce della Fede avrebbe potuto diffondersi in tutto l'universo, se non dalla predicazione del Nome di Gesù? Non è stato con la luce di questo nome benedetto che Dio ci ha chiamati nella sua luce ammirevole? Essendo illuminati da essa e vedendo in questa luce un'altra luce, ascoltiamo San Paolo che ci dice a ragione: una volta eravate tenebre; ma ora siete luce nel Signore.

Ora, il Nome di Gesù non è solo luce; ma è anche cibo. Non siete forse confortati, ogni volta che ricordate al vostro cuore questo dolce Nome? Cosa c'è nel mondo che nutre così tanto la mente di chi pensa a lui? Che cosa, allo stesso modo, ripara i sensi indeboliti, dà energia alle virtù, fa prosperare la buona morale e mantiene gli affetti onesti e casti? Tutto il cibo dell'anima è secco, se non è inzuppato di questo olio; è insapore, se non è condito con questo sale. Quando mi scrivete, il vostro racconto non ha sapore per me, a meno che non vi legga il Nome di Gesù. Quando discutete o conferite con me, lo scambio non ha alcun interesse per me, se non sento il Nome di Gesù che squilla in esso. Gesù è dolcezza per la mia bocca, melodia per il mio orecchio, gioia per il mio cuore.

Inoltre, è una medicina benefica. Qualcuno di voi è triste? Possa Gesù venire nel suo cuore; che da lì gli passi nella bocca e immediatamente, alla venuta di questo divino Nome che è una vera luce, ogni nube sia fugata, e ritorni la serenità. Qualcuno cade nel crimine; o addirittura, corre,disperandosi, nella trappola della morte? Se invoca il Nome di Gesù, non ricomincerà immediatamente a respirare e a vivere di nuovo? Chi mai dimorerebbe nell'indurimento di cuore, o nel torpore della tiepidezza, del risentimento o del languore della noia? Chi è che, per caso, dopo aver prosciugato la fonte delle lacrime, non ha sentito improvvisamente che scorreva più abbondante e più soave, non appena Gesù fu nominato?".

Tale, quindi, è la forza e la dolcezza del Santissimo Nome di Gesù, che fu imposto all'Emmanuele il giorno della sua Circoncisione; ma, dal momento che il giorno dell'Ottava di Natale è già dedicato alla celebrazione della divina maternità, e poiché il mistero del Nome dell'Agnello ha richiesto una solennità propria, è stata istituita la festa di oggi.

Il suo primo promotore fu, nel XV secolo, San Bernardino da Siena, che stabilì e propagò la pratica di rappresentare, circondato dai raggi, il Santo Nome di Gesù, ridotto alle sue prime tre lettere IHS, unite in monogramma. Questa devozione si diffuse rapidamente in Italia, e fu incoraggiata dal famoso San Giovanni di Capistrano, dell'Ordine dei Frati Minori, come San Bernardino da Siena. La Sede Apostolica ha solennemente approvato questo omaggio al Nome del Salvatore degli uomini; e, nei primi anni del XVI secolo, Clemente VII, dopo prolungate istanze, concesse a tutto l'Ordine di San Francesco il privilegio di celebrare una festa speciale in onore del Santissimo Nome di Gesù.

Roma estese successivamente questo favore a varie Chiese; ma il momento doveva venire dove il ciclo universale stesso si sarebbe arricchito. Fu nel 1721, su richiesta di Carlo VI, imperatore di Germania, che papa Innocenzo XIII decretò che la festa del Santissimo Nome di Gesù sarebbe stata celebrata in tutta la Chiesa, e la fissò per la prima volta, come come abbiamo detto, la seconda domenica dopo l'Epifania.

Dom Guéranger