I 40 anni del Priorato di Montalenghe

6 Novembre 2019
Fonte: Distretto d'Italia

Quest’anno la festa di Ognissanti è stata ulteriormente impreziosita da due ricorrenze molto importanti per la vita della Tradizione. Oltre a festeggiare il 49° anniversario della fondazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, gemmata dalla grande carità di mons. Lefebvre il 1° novembre 1970, il Distretto italiano ha voluto ricordare i primi quarant’anni di vita del Priorato di Montalenghe, istituito nell’ormai lontano 1979. La volontà di onorare questa felice coincidenza si è concretizzata nella bella giornata di festa che si è svolta a Montalenghe proprio il giorno dei Santi, alla quale hanno preso parte più di duecento fedeli.

Si è cominciato con la Messa solenne celebrata per l’occasione nientemeno che dal nostro superiore generale don Davide Pagliarani, assistito dal superiore del distretto italiano don Ludovico Sentagne e da don Aldo Rossi, priore di Montalenghe. La penetrante e al contempo semplice omelia di don Davide ha messo subito a fuoco il significato profondo della giornata: è stato infatti affermato che il Santo “è colui che conosce e ama intimamente nostro Signore”. La santificazione delle anime, l’amor di Dio, è quindi l’unico obiettivo cui deve tendere la Chiesa. Un concetto di per sé elementare, ma che, vista l’attuale accelerazione della crisi all’interno delle gerarchie ecclesiastiche, assume un significato – se possibile – ancora maggiore. Ed è proprio in questo, ha messo in evidenza don Davide, che si scorge l’importanza di un luogo come il Priorato di Montalenghe, il quale nonostante le difficoltà e con molta pazienza è cresciuto e continua la sua attività di santificazione delle anime fino a oggi, segno inconfutabile del favore divino verso quest’opera.

A seguire è stato proiettato un breve ma gustoso filmato, realizzato con ammirevole cura da Cesare Colombo, che descrive la storia del Priorato di San Carlo intrecciando foto (alcune davvero d’epoca) con le interviste dei sacerdoti che hanno vissuto diversi anni (e inverni) a Montalenghe. Nei loro racconti si intravede la carità e lo zelo che li contraddistingue, declinati sia nell’attività di apostolato e di formazione (in primis gli esercizi ignaziani e i campi per la gioventù) sia nelle pur sempre necessarie sollecitudini pratiche e logistiche.

Dopo il pranzo e un piacevole intrattenimento musicale don Davide ha tenuto una conferenza nella quale si sono affrontati i recenti avvenimenti legati al Sinodo amazzonico, sottolineando, oltre ai ben noti e altrettanto gravi sacrilegi, il preoccupante scivolamento dell’agenda ecclesiastica su temi meramente temporali, perdendo così di vista l’orizzonte soprannaturale dell’agire della Chiesa. È stato, infine, ricordato come sia compito della Fraternità non solo continuare a professare la fede di sempre, sicuri che la Chiesa non può essersi sbagliata per duemila anni, ma anche di non limitarsi a rimanere banali (seppur sgomenti) spettatori ma anche di rispondere nel concreto all’offesa rivolta contro l’onore di Dio e della Chiesa. E proprio per questa ragione, ha spiegato don Davide, si è deciso di dedicare la giornata del 9 novembre al digiuno riparatore.

Dopo qualche domanda da parte dell’attento pubblico, la giornata si è infine conclusa in cappella con la Benedizione Eucaristica.

Come sempre accade, ciò che si porta a casa da circostanze come queste è la gratitudine verso Nostro Signore Gesù Cristo e la sua Santissima Madre, Mediatrice di ogni grazia, per il grande dono della Fraternità, che attraverso luoghi come Montalenghe fa risplendere in tutto il mondo la luce della Verità e il fuoco della Carità nella tetra e gelida notte della crisi nella Chiesa.