La lettera del Cappellano
Cari crociati,
siete ormai tutti in vacanza e approfittatene bene, però vi ricordo che, anche se l’alunno ha delle vacanze, il crociato, proprio lui, non ha congedo. Il crociato non smette di combattere al servizio del Cristo Re. Immaginiamo che prenda congedo e sospenda il combattimento, che cosa potrebbe succedere? Beh, il nemico prenderebbe vantaggio... Vuol dire che il crociato non può godersi le vacanze? No, godetevi il tempo libero, la vostra famiglia, i giochi con gli amici, perché questi svaghi piacciono a Cristo, se sono fatti secondo la Sua volontà.
Il vero crociato infatti sa utilizzare tutte le occupazioni al servizio del Re, non solo le preghiere, i doveri, la scuola, ma anche i divertimenti, svolgendoli in modo tale che piacciano a Nostro Signore. Allora, quando si dice che il crociato rimane sempre crociato, che deve sempre continuare a combattere al fronte, non vuol dire che non possa godersi le vacanze, ma piuttosto vuol dire che deve svolgere anche le attività delle vacanze perseverando nell’amore a Gesù Cristo.
Ci sono infatti tante occasioni in cui potete mostrare il vostro attaccamento a Cristo Re: obbedienza ai genitori, gentilezza e amabilità con i fratelli, buone occupazioni con gli amici, amabilità e buon umore nei giochi, ecc. Allora, durante queste vacanze, non trascurate i vostri doveri di crociati, ma continuate ad impegnarvi a fare tutte le cose, da quelle meno divertenti a quelle più divertenti, sotto lo sguardo di Cristo Re e al Suo servizio.
don Ludovico Udressy