La Tradizione Cattolica, n° 106 (2018 n° 1)

Sommario

Editoriale 
L’istruzione cristiana nel Magistero della Chiesa 
Le ragioni del latino e del greco 
Cattivi Maestri: la Pedagogia del Caos 
I genitori a un bivio: mando o no mio figlio in Convitto? 
La mia esperienza nella scuola pubblica 
Note sull’attualità 
Vita della Tradizione

Editoriale

di don Marco Nély

Cari lettori,

Abbiamo deciso di dedicare questo numero del nostro bollettino alla questione fondamentale della scuola, questione che da sempre sta a cuore alla nostra Fraternità in conseguenza del fatto che, da sempre, le famiglie che ovunque nel mondo sollecitano la nostra presenza con cappelle, priorati e sacerdoti immancabilmente ci richiedono la fondazione di scuole per i loro figli. È infatti questa una tappa apostolica fondamentale: come si può pensare, nel mondo corrotto di oggi, di salvare le anime senza l’ausilio di una corretta formazione cristiana fin dai tempi dell’infanzia, e specialmente nel periodo delicato dell’adolescenza? I nostri ragazzi sono, oggi più che mai, sollecitati da mille sirene di distrazione (nel migliore dei casi) e, soprattutto, di peccato; la mancanza di veri stimoli intellettuali e di freni morali alle passioni, scatenate dall’uso indiscriminato dei mezzi di comunicazione più avanzati (come gli smartphone) e dei numerosi social network crea un vuoto pauroso nelle giovani menti, mentre riempiono i cuori, forse ancora puri e innocenti, di affetti disordinati. 

Qualcuno ha giustamente chiamato “fabbrica del divertimento” questo insieme di palliativi artificiali del mondo contemporaneo: divertimento che però, ognuno può vederlo, è effimero e a brevissimo termine. Inutile dire che, così riempite di vanità e di “distrazioni” telematiche e digitali, senza una vera guida intellettuale e morale nelle scuole, la giornata media dei nostri figli sarà quasi certamente priva di una vera vita spirituale. 

Ma c’è un altro punto che mi preme sotto-lineare in relazione al problema scolastico: la difficoltà che si pone relativamente alla scelta dello stato di vita, specialmente per coloro che hanno le attitudini e le capacità di consacrare la loro vita al Signore nel sacerdozio. In effetti, chi tra di voi può negare l’importanza della presenza dei sacerdoti nella propria vita? Quando vi recate, la domenica, nelle nostre cappelle o nei nostri priorati, è scontato (giustamente) che vi aspettiate di trovare il sacerdote al confessionale a vostra disposizione; ne ricevete da lui settimanalmente il conforto dottrinale nelle omelie, quello spirituale nelle parole che riuscite a scambiare con lui dopo la Messa, e così via. Nel nostro distretto, più volte durante l’anno c’è la possibilità di seguire gli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio; numerosi convegni, pellegrinaggi e iniziative di vario genere aiutano la vostra anima a mantenere un continuo contatto con Dio. Ma un sacerdote non viene dal nulla! La strada del sacerdozio si prepara; essa è lunga, e richiede studio, attenzione, disposizioni, capacità, buona volontà. 

Ora diciamo: per voi stessi e per i vostri figli, quando ci sarà anche nei decenni futuri (come fino alla fine del mondo) la necessità di avere buoni sacerdoti che dispensino i sacramenti e la dottrina di sempre, dove trovarli? Dove si formeranno? Ebbene, il nostro Fondatore Mons. Lefebvre non aveva dubbi: è nelle scuole autenticamente cattoliche che più facilmente e più spontaneamente nasceranno e si svilupperanno i semi della vocazione divina al sacerdozio; è lì, con un buon insegnamento dottrinale, una solida formazione morale, al riparo da tanti pericoli esterni, che i cuori e le menti dei nostri figli potranno mantenersi saldi e pronti ad una eventuale chiamata del Signore. E badate bene: un genitore cattolico non può che augurarsi che nella sua famiglia uno dei suoi figli decida di intraprendere la strada dell’altare. Il discorso, naturalmente, vale anche per il matrimonio: è questo un sacramento che viene forse oggi troppo preso alla leggera, e se attualmente pochi giovani decidono di impegnarsi seriamente nella vita familiare, rimandando sempre più il momento del “diventare adulti” è perché c’è una preoccupante mancanza di maturità nella nostra gioventù. E la maturità, che non ci si illuda, dipende molto dall’insegnamento ricevuto nelle scuole. 

Per questo la nostra Fraternità, seguendo i dettami del suo fondatore, ha da sempre istituito scuole primarie e secondarie ovunque la richiesta delle famiglie si facesse più pressante, impiegando il tempo e l’energia di tanti sacerdoti come anche di tanti laici volontari a quest’unico scopo: occuparsi della gioventù, per salvare le loro anime. Tutto ciò però è impensabile senza una partecipazione ed una collaborazione delle famiglie e dei fedeli in generale alla creazione ed al mantenimento di queste scuole: è bene che si sappia che questi progetti, oltre a tutte le difficoltà tecniche e pratiche, incontrano grossi ostacoli economici; grazie a Dio, è l’aiuto costante di tanti benefattori che, in Italia come nel mondo, permette alle nostre scuole di vi-vere e di continuare la loro delicatissima opera.

Perciò, nel presentarvi l’argomento della scuola come urgente ed impellente nella società di oggi, e mostrandovi altresì come ciò sia effettivamente possibile (è quel che stiamo realizzando da alcuni anni con le nostre scuole parentali a Rimini e ad Albano), vi invitiamo a sostenere spiritualmente con la preghiera e finanziariamente, secondo le vostre possibilità, queste belle opere che si sviluppano attorno ai nostri priorati; credo di poter dire che, se è un obbligo per i genitori ricercare ed eventualmente contribuire a fondare delle scuole cattoliche, è un obbligo per tutti i fedeli aiutarne il mantenimento e il so-stentamento con i mezzi a disposizione: solo così, dicevamo, sarà possibile formare i cristiani di domani, siano essi sacerdoti, religiosi o religiose, padri o madri di famiglia.