La nostra speranza: il Sacro Cuore e le consacrazioni del 1° luglio

Fonte: Distretto d'Italia

Cari fedeli e benefattori,

Le consacrazioni episcopali a Ecône del 1° luglio, di cui tanto si parla, le possiamo vedere, subito dopo il mese consacrato al Sacro Cuore, come una grazia speciale che sgorga dalla Misericordia infinita di questo Cuore, in cui, secondo il Magistero della Chiesa, dobbiamo mettere tutta la nostra speranza per far fronte a questi tempi rivoluzionari. 

Forse stiamo esagerando e forzando le cose? La Provvidenza, in circostanze eccezionali, ha dato dei segni straordinari, per far fronte alle sorti dell’umanità. Prima della venuta del Salvatore, ha mostrato il roveto ardente sul monte Sinai, dove Il Signore si presenta per sollecitare Mosè a liberare il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto. Dopo la venuta del Salvatore, il vero Mosè, la Provvidenza, nel 312 mostra la Croce che splende nel cielo davanti allo sguardo dell’imperatore Costantino per realizzare, attraverso di Essa, il Regno Sociale di Nostro Signore vincendo il paganesimo. Dopo la metà del XVII secolo, la Provvidenza mostra il Sacro Cuore a santa Margherita Alacoque, per far fronte ai tempi rivoluzionari, alla sovversione dell’ordine creato da Dio.

Ecco quello che dice, il Papa Leone XIII nel 1899 e poi ripreso tale quale nel 1928 da Papa Pio XI e nel 1956 da Papa Pio XII: «Allorchè la Chiesa, alle origini, era oppressa dal giogo dei Cesari, ad un giovane imperatore apparve, in alto, una croce, auspice ad un tempo e realizzatrice della splendida vittoria che subito dopo seguì. Ora vi è offerto davanti agli occhi un segno faustissimo e divinissimo, cioè il Sacratissimo Cuore di Gesù, che porta su di sé la croce e che splende tra fiamme di lucentissimo candore. In lui dobbiamo collocare ogni speranza: a Lui va chiesta e da Lui va attesa la salvezza»1Il Sacro Cuore, che la santa visitandina ha visto fra le fiamme sormontato dalla croce, come un nuovo rovento ardente, è il simbolo dell’amore infinito ferito dai peccati degli uomini, che invita a riamare e riparare confidando nel suo amore compassionevole. I vandeani portavano questo simbolo sul petto per combattere e difendersi dalla Rivoluzione francese; i tirolesi lo portavano per resistere a Napoleone che voleva diffondere i principi della rivoluzione in Europa, e così altri movimenti controrivoluzionari come i Cristeros messicani ecc. 

Mons. Lefebvre, per resistere alla rivoluzione all’interno stesso della Chiesa, aveva questo simbolo stampato dentro il suo cuore. Infatti, come motto episcopale aveva la frase dell’apostolo dell’amore, San Giovanni, «Credidimus Caritati», «abbiamo creduto alla carità», cioè all’amore del Sacro Cuore di Gesù di cui ha predicato sempre il suo Regno. Mons. Lefebvre, il nuovo Atanasio, ha permesso, con le consacrazioni episcopali del 1988, la continuazione del sacerdozio cattolico, che a dire del santo Curato d’Ars, patrono di tutti i parroci, non è altro che «l’amore del Sacro Cuore». Ora la Fraternità San Pio X, cosciente della grave necessità di aiutare le povere anime che sono, ancora di più, come delle pecore senza pastore, per continuare questa opera d’amore del Sacro Cuore non fa altro che consacrare altri vescovi per avere altri sacerdoti che possano riportare nel mondo questo amore per Nostro Signore Gesù Cristo e riparare e consolare il Cuore di Gesù, oltraggiato e offeso più che mai, soprattutto offrendo e vivendo la Messa di sempre, che non è altro che il Sacro Cuore vivente e operante, perché rinnova attualmente, per tutto il mondo, il Sacrifico del Calvario. Tutto questo prima di tutto per il bene delle anime e della Chiesa e senza astio o impazienza per quelli che ci vogliono ostacolare e combattere, ma nella pace del Cuore di Gesù, coscienti della nostra miseria e della grazia speciale che abbiamo ricevuto, rispetto a molti altri, immeritatamente.

Il primo luglio è la festa del preziosissimo Sangue di Gesù, che esprime concretamente l’amore di Nostro Signore che è giunto a dare tutto il suo Sangue per ognuno di noi e ci ricorda storicamente come il Papa nella persona di Pio IX è stato liberato dall’esilio causato dalla rivoluzione massonica e protestante a Roma nel 1848. Infatti, il Papa istituisce questa festa proprio per ricordare la sua liberazione improvvisa dopo il voto solenne fatto a Gaeta, di istituire una festa liturgica universale al Preziosissimo Sangue di Gesù. Preghiamo tutti perchè la Fraternità san Pio X, attraverso l’offerta di questo Sangue nella Messa di sempre, possa far ritornare al più presto, dall’esilio spirituale, i successori di Pietro alla predicazione della vera Fede e del Regno Sociale del Sacro Cuore di Gesù, unica salvezza per tutta l’umanità. 

Sacro Cuore di Gesù, noi confidiamo in Voi!

Don Aldo Rossi

Editoriale de "Il Cedro", bollettino del Priorato San Carlo (Montalenghe TO)

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    Leone XIII, enciclica, Annum Sacrum, 1899 – Pio XI, enciclica, Miserentissimus Redemptor, 1928 – Pio XII, enciclica, Haurietis Aquas, 1956.